Conan si convince che la confessione del comico fosse solo un cinico espediente pubblicitario volto a scalare le classifiche di popolarità attraverso lo scandalo. Tuttavia, il piccolo detective sospetta che l'uomo sia il reale assassino e che abbia usato la falsa autoincriminazione come scudo psicologico: una volta scagionato per l'alibi palese, nessuno oserebbe sospettare di lui una seconda volta. Conan inizia quindi ad analizzare minuziosamente i tempi degli spostamenti e le testimonianze, cercando di capire come il colpevole abbia manipolato gli orari e i mezzi di trasporto per trovarsi sulla scena del delitto e, contemporaneamente, apparire altrove agli occhi dei testimoni.